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Santa Clementina Vergine e Martire: patrona di Castelguidone

Clementina, fanciulla di nobile famiglia romana, fu martire e santa per aver professato e difeso, fino al dono della propria vita, la sua fede cristiana.

Secondo la tradizione, Clementina avrebbe subìto il martirio per mano di suo padre che l'avrebbe sgozzata a causa del suo rifiuto a rinunziare alla professione della nuova religione cristiana; tale diniego di abiura, infatti, poneva il padre, console romano, amico dell'Imperatore ed investito di alti poteri e doveri politici, in una situazione assai precaria, certamente invisa ai vertici amministrativi e che gli procurava sospetti atroci di alto tradimento.

Secondo la bolla, datata “Roma ... Aprile 1791”, che accompagnò l'urna contenente il suo Corpo, Clementina fu tratta da un loculo scavato nel tufo, tuttora visibile, del cimitero di Santa Ciriaca: trattasi delle catacombe relative alla Chiesa di San Lorenzo in Roma, alle quali si accede per le due porte site in fondo alla detta chiesa e nelle quali è stato rinvenuto anche il loculo di Santa Vittoria, venerata in Guardiabruna, con lapide riportante il nome della Santa anch'essa martirizzata sotto la dominazione dell'imperatore Diocleziano (284-305), a seguito dell'editto (anno 303) di Nicomedia in cui si proclamava:” Cristianesimo pericoloso per lo Stato”.Vecchia foto di Santa Clementina

La Santa martire Clementina posta in una urna lignea (di cui conservasi foto) fu inviata, nel 1791, alla Curia vescovile di Trivento ( “ Episcopus Triventinus Lucas Nicolaus De Luca” ) che la destinò alla Parrocchia “Santa Maria della Stella “ di Castelguidone (“ Castriguidonis”) ove era stata costruita una nuova Chiesa con la suddetta dedica, non molto distante dalla Chiesa madre, dedicata a san Rocco, in precarie condizioni statiche e fu dichiarata patrona di Castelguidone.

La simbologia che distingue un corpo santo martire ( palma – PX – BM – balsamario ) collima perfettamente con quanto concerne la sepoltura, l'esumazione, i resti scheletrici della Martire venerata in Castelguidone, poiché sul suo Corpo figura la palma del martirio, al suo fianco destro è posto un calice – balsamario contenente il sangue e sulla cui sommità appare ben distinta la sigla PX.

Santa Clementina ( il cui nome romano Clemens, ossia mite, mansueto, è stato l'appellativo di quattordici Papi e di tre Santi ), nel settembre del 1937, fu tolta dalla originaria, ormai logora, urna di legno e posta in un'urna dorata di stile barocco, forse costruita in Campobasso;

nel settembre - ottobre 1984, fu effettuato un restauro completo del Corpo Santo, dal prof. Sergio Paolo Diodato di Sambuceto e successivamente la Santa fu definitivamente ed opportunamente collocata sotto l'altare di una nuova cappella, annessa alla chiesa dalla quale l'urna è ben visibile e facilmente raggiungibile attraverso una ampia porta a vetro, cappella appositamente costruita per ospitare degnamente la Santa Martire alla quale essa è dedicata.

G.T. - Castelguidone 28/11/2010

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