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Parole di Speranza

Parole di Speranza

Il Concilio ci offre nuove idee e nuove proposte per una più incisiva e illuminata azione culturale, spirituale, ecclesiale e pastorale nel solco della fede e dell’unità. Guai a noi se ne intralciassimo il cammino con riduttive interpretazioni, restringendo l’immenso lavoro, fatto sotto la guida dello Spirito Santo, ad una funzione puramente pastorale.

Albino Luciani (Giovanni Paolo I)

Parole di Speranza

La parola di Dio non si accontenta di essere capita, di essere posseduta da voi: vuole essa possedere voi, vuole essa entrare nella vostra testa, e una volta dentro vuole fare il pilota. Pilotare e dirigere tutta la vostra vita, in un certo senso.

Albino Luciani (Giovanni Paolo I)

Parole di speranza

In più parti, da lungo tempo, ci si accontentava di una religiosità popolare, che si nutriva di pratiche e di usanze religiose tradizionali, non vivificate dal contatto con la liturgia e la parola di Dio, non inserite in un contesto di istruzione religiosa approfondita. Alla stessa liturgia i laici assistevano passivamente, oggetto, non soggetto dei riti santi, spettatori non attori: il celebrante man mano si distanziò dalla comunità, seguendo l’altare spostato sempre più verso lo sfondo dell’abside: il popolo non parlò più e non poté seguire le letture fatte da un lettore che gli voltava le spalle; il cuore della messa, il canone, fu letto dal celebrante sotto voce, mentre, individualisticamente, ciascuno diceva qualche preghiera per conto proprio senza guardare gli altri. In chiesa si pregava un po’ come si mangia alla trattoria, dove uno è a un tavolo, uno ad un altro; uno è alla minestra, l’altro alla frutta. Ben altra cosa, mangiare in famiglia, tutti insieme, i genitori coi loro figlioli, i figlioli sotto lo sguardo della loro mamma. La liturgia rinnovata porta al senso della famiglia, al pregare comunitario.

Albino Luciani (Giovanni Paolo I)

Parole di Speranza

Il Concilio fu per me una grande rivelazione, come lo fu per la Chiesa. La Chiesa prese coscienza, al lume dello Spirito Santo, che doveva rinnovarsi, farsi più a misura di Dio e dell’uomo, più pura e più santa, più madre profetica e illuminata, doveva aprirsi al mondo, riconoscere la libertà di coscienza e di religione a tutti gli uomini, riconoscersi umile peccatrice nei suoi uomini e insieme Sacramento e Corpo di Cristo, popolo di Dio in comunione con tutti.

Albino Luciani

Parole di Speranza

Papa Benedetto XVI"L’amore, l’amicizia di Dio, ci è stata data perché arrivi anche agli altri. E dobbiamo portare un frutto che rimanga. Tutti gli uomini vogliono lasciare una traccia che rimanga. Ma che cosa rimane? Il denaro no. Anche gli edifici non rimangono; i libri nemmeno.

L’unica cosa, che rimane in eterno, è l’anima umana, l’uomo creato da Dio per l’eternità. Il frutto che rimane è perciò quanto abbiamo seminato nelle anime umane – l’amore, la conoscenza; il gesto capace di toccare il cuore; la parola che apre l’anima alla gioia del Signore. Allora andiamo e preghiamo il Signore, perché ci aiuti a portare frutto, un frutto che rimane. Solo così la terra viene cambiata da valle di lacrime in giardino di Dio”.

Papa Benedetto XVI

Parole di Speranza

Il Concilio è ricco di nuovi fermenti, di nuovi insegnamenti, aperti al futuro della Chiesa e dell’umanità. Cristo Signore ci chiede di essere umili, poveri, semplici e puri di cuore e di porci all’ascolto dello Spirito. Ci chiede di essere forti e coraggiosi, di guardare avanti, di guardare lontano.

Albino Luciani (Giovanni Paolo I)

Parole di speranza

Occorrono uomini e donne che sappiano unire ad una sana ispirazione cristiana una sicura preparazione professionale alla politica. Non possiamo essere solo la coscienza critica che grida e si lamenta, dobbiamo impegnarci e agire nei campi sociali, politici e culturali; entrare nelle associazioni e negli organismi democratici e rappresentativi e dare il nostro contributo di pensiero e di azione in difesa dei diritti di tutti, ma specialmente della dignità e della libertà della donna e del bambino, dell’anziano, del debole e dell’ammalato.

Albino Luciani (Giovanni Paolo I)

Dodici regole

  1. Il rispetto dell'altro, prima dell'aiuto e della solidarietà;
  2. L'impegno per la giustizia, prima della carità;
  3. Il coraggio della verità, prima della riconciliazione;
  4. Il più esigente e rigoroso sacrificio, prima dei riconoscimenti e delle gratifiche;
  5. La richiesta di competenza, prima della responsabilità e degli incarichi;
  6. La riflessione e la preghiera, prima dell'azione;
  7. La conquista e l'esigenza della fiducia, prima degli accordi o delle collaborazioni;
  8. I servizi della comunità civile, prima della sua ricchezza e degli agi;
  9. La cittadinanza attiva e responsabile, prima delle virtù intime;
  10. L'impegno del dono, prima della propria salute;
  11. Ogni familiare, prima della “famiglia”;
  12. “Gli ultimi”, prima dei primi.

 


Luciano Tavazza

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Quattro risate

risate21112014

Nella bacheca di una chiesa si legge questo avviso: Care signore non dimenticate la vendita di beneficenza! E' un buon modo di liberavi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa. Portate anche i vostri mariti.

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