HomeIl Vangelo della Domenica1 gennaio MARIA SS. MADRE DI DIO

1 gennaio MARIA SS. MADRE DI DIO

Nm 6,22-27
Sal 66
Gal 4,4-7
Lc 2, 16-21


Dai "Sermoni di san Bernardo".

La vita eterna è una fonte inesauribile che irriga tutto il paradiso. Lo irriga? Anzi lo inebria, è la fontana dei giardini e la polla d'acque vive che scaturiscono con impeto dal Libano. E' il fiume che rallegra la città di Dio . E chi è questa fonte di vita se non il Signore Gesù?

L'apostolo ci dice infatti: Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria . Davvero: la pienezza si è annichilita per essere la nostra giustizia, la nostra santificazione, il nostro perdono. Questa fonte cessò di apparire come vita, gloria e beatitudine e deviò verso di noi, le sue acque invasero le piazze; soltanto chi vuole tenersene lontano non può berne. Quella scaturigine del cielo è giunta a noi attraverso un acquedotto: non prorompe in tutta l'abbondanza della fonte, ma lascia cadere nei nostri aridi cuori la grazia a goccia a goccia, a chi più e a chi meno.

L'acquedotto, naturalmente, è pieno, affinché tutti possano attingere alla sua pienezza che, peraltro, rimane sempre intatta. Avete già capito, se non erro, di quale acquedotto intendo parlare: questo acquedotto ha ricevuto dal cuore del Padre la pienezza della fonte stessa e l'ha data a noi se non come è in sé stessa, almeno nella misura di cui noi siamo capaci.
Sapete infatti a chi fu detto: Ti saluto, piena di grazia C'è da meravigliarsi allora se
Maria, proprio lei, sia l'acquedotto?

In che modo questo nostro acquedotto riuscì a collegarsi con una fonte tanto sublime? In nessun'altra maniera se non con un desiderio intensissimo, con il fervore della pietà e
la preghiera pura. Sta scritto infatti: La preghiera del giusto penetra i cieli. E chi è giusto se non Maria, dalla quale è nato il nostro Sole di giustizia? Proprio bussando e cercando, ella si è accostata all'inarrivabile maestà di Dio e, alla fine, ottenne quel che cercava. Hai trovato grazia presso Dio, le aveva detto l'angelo.

Perché? Se è già piena, di grazia, come può aver trovato ancora grazia?

Ma era degna di trovare quel che cercava colei alla quale non basta la propria pienezza, colei che non può essere paga del bene che possiede.
Nel libro sacro sta scritto: Quelli che mi bevono, avranno ancora sete. Maria diede a Dio
una sovrabbondanza di grazia per la salvezza del mondo.

Lo Spirito Santo scenderà su di te, e quel balsamo prezioso si riverserà in te in misura così ricca da traboccare copiosissimo per ogni parte. E' così: noi già lo sentiamo
e i nostri volti diventano radiosi: uno sparso unguento è il tuo nome, esclamiamo; e la tua memoria va di generazione in generazione. E ciò non è inutile perdita; il profumo si
effonde, ma non si sperde; e quindi le giovanette, cioè le anime semplici, amano e non poco, lo Sposo divino, il cui olio scende non solo fino alla barba, ma arriva fino a toccare i lembi della sua veste.

Avete notato così come il nostro acquedotto sale sino alla fonte; non penetra i cieli soltanto con la preghiera, ma con la verginità, la quale avvicina a Dio. Si tratta infatti di una Vergine santa di corpo e di spirito, a cui ben si addicono le parole: La nostra patria è nei cieli. Santa, ripeto, di corpo e di spirito, perché nessuno nutra dubbi su questo acquedotto: sublime certo, e molto, ma sempre incorrotto; un giardino chiuso, una fonte sigillata, tempio del Signore, tabernacolo dello Spirito Santo. Non si tratta di una vergine stolta rimasta senz'olio nella lampada. Maria
ha il vaso pieno d'olio, cioè il cuore e la parola colmi di Dio in sublimante preghiera. A Maria, perciò si rivolgeva il canto ispirato del libro sacro: Chi è costei che sorge
come l'aurora, bella come la luna.. fulgida come il sole, terribile come schiere a vessilli spiegati? Maria infatti sta al di sopra del genere umano, oltre gli angeli e
qualsiasi altra creatura celeste; bisogna che ella attinga al di sopra degli angeli quell'acqua viva che deve poi riversare sugli umani. Vediamo come Maria si elevò fino agli angeli per la sua pienezza di grazia e come superò gli angeli per la venuta dello Spirito Santo in lei. Negli angeli c'è carità, purezza e umiltà. E quale di queste
virtù brillò in Maria? L'abbiamo già spiegato sopra così come ci fu possibile. Vediamo ora qualcosa di più. A chi mai degli angeli è stato detto: Lo Spirito Santo scenderà su di te, su di te stenderà la suo ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. La verità, dunque, è nata dalla natura umana, non da quella angelica: non la natura degli angeli, ma il seme di Adamo essa prese. E' grande l'angelo quale ministro di Dio; ma è sublime Maria, perché madre del Signore. Pertanto la maternità di Maria è gloria eminentissima, tanto più eccellente rispetto agli angeli per il suo singolare privilegio, quanto più è diverso il suo titolo di Madre da quello, proprio degli angeli, di ministri di Dio.

Maria, già piena di grazia, ebbe questa grazia: lei fervente nella carità, integra nella

verginità, pia nell'umiltà, ebbe la grazia di diventare madre senza intervento dell'uomo e senza dolore nel parto.

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Quattro risate

risate21112014

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