Natale del Signore / Solennità

Dai "Discorsi" di san Bernardo.

Gesù Cristo, Figlio di Dio, nasce a Betlemme di Giuda. E' un'umile parola che riguarda il Verbo umiliato, ma traboccante di fascino celeste.

L'impressione prodotta stimola la mente. Essa si porta dentro come del miele in abbondanza che vorrebbe riversare di fuori con ancora maggior effusione; purtroppo le vengono meno le espressioni adeguate. Infatti la grazia insita in quell'annunzio è tale che mutandone anche una sola parola, esso comincia immediatamente a perdere la sua forza di attrazione.

Gesù Cristo, Figlio di Dio, nasce a Betlemme di Giuda.

Nascita di una impeccabile santità, degna di essere onorata dall'intero universo, amabile per ogni uomo a motivo della grandezza dei benefici che arreca: nascita inaccessibile agli angeli, tanto profondo è il suo mistero adorabile; per chiunque questa nascita è meravigliosa, tanto singolare ed eccellente ne è la novità

Prima di essa non ne fu mai conosciuta una simile e non ve ne sarà mai in futuro. E' un parto unico, estraneo al dolore e alla vergogna. immune da corruzione, che invece di scoprire ha consacrato il santuario di un seno virgineo. Nascita oltre la natura, ma al suo servizio: supera la natura umana per l'eccellenza del prodigio, ma la restaura tanto perfetto è il mistero che racchiude.

 

 

6

Fratelli, chi narrerò questa generazione? Is 53,8 (LXX).

L'annuncia un angelo, la potenza dell'Altissimo la ricopre con la sua ombra, lo Spirito sopraggiunge. Una vergine crede, una vergine concepisce nella fede, una vergine mette al mondo, pur rimanendo vergine. Possiamo non stupire? Il Figlio dell'Altissimo, Dio nato da Dio prima dei secoli, nasce ora nel nostro mondo. La

Parola nasce senza parlare, piccina piccina. Potremo mai essere abbastanza stupefatti? E non si tratta certo di una nascita inutile. Stimarne la grandezza non è perdere tempo. Gesù Cristo, Figlio di Dio, nasce a Betlemme di Giuda. Ecco venire il Signore, egli porta la salvezza, il suo profumo soave. Arriva pieno di gloria. Difatti con Gesù è la salvezza a venirci incontro; con Cristo ecco l'unzione del balsamo olezzante; con il Figlio di Dio è qui la gloria, perché è lui stesso la salvezza, l'unzione, persino la gloria, come sta scritto: Il figlio saggio rende lieto e dà gloria al padre. Pro 10,1

7

Beata l'anima che dopo aver gustato il frutto salutifero, inebriata dal profumo dello Sposo, si slancia per contemplare la sua gloria, questa gloria che egli ha dal Padre come Figlio Unigenito. Potete respirare di nuovo, o smarriti. Gesù è venuto a cercare e salvare quello che era perduto. Malati, state tornando sani: Cristo è venuto a guarire i cuori affranti con il balsamo della misericordia.

Trasalite di gioia, tutti voi che aspirate a grandi realizzazioni: il Figlio di Dio è sceso verso di voi per rendervi coeredi del suo regno. Sicché ti supplico, Signore: guariscimi e sarò guarito, salvami e sarò Salvato; Ger 17,14 glorificami e sarò glorificato. Davvero, benedici il Signore, anima mia: benedetto il suo nome santissimo da tutto il mio essere, ché egli perdona tutte le mie colpe e guarisce tutte le mie malattie, anzi sazia il desiderio del mio cuore.

Salvezza per i peccati, balsamo per le malattie, gloria per l'anima: ecco, fratelli, quello che gusto quando ascolto l'annunzio della nascita di Gesù Cristo, Figlio di Dio.

8

Gesù nasce: rallegratevi voi che anelate ad un destino glorioso; arriva il vostro benefattore. Fratelli, ecco l'erede, facciamogli buona accoglienza e avremo noi l'eredità. Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Rm 8,32. Nessuno dubiti o tentenni: Il segno che possediamo ha la più alta credibilità; Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. Gv 1,14.

Il Figlio unico del Padre ha voluto dei fratelli, per essere il primogenito di molti. Si è fatto uomo, figlio dell'uomo, fratello dei mortali, per far saltare ogni esitazione alla nostra umana pusillanimità che sempre dubita. Qualora poi una tale condotta divina sembrasse incredibile, gli occhi vengono in soccorso alla fede. Gesù Cristo, Figlio di Dio, nasce a Betlemme di Giuda. Che favore per questo villaggio!

Non a Gerusalemme, la città dei re della Giudea, nasce Gesù, ma a Betlemme, il più piccolo dei capoluoghi di Giuda. Piccola Betlemme, ormai esaltata dal Signore; l'Altissimo si è fatto minimo in te, lui che ha fatto gran caso di te.

9

Dal vangelo secondo Matteo: 1, 1 - 16

Genealogia di Gesù Cristo,
Figlio di Davide, figlio di Abramo.

Dai "Discorsi” di san Leone Magno.

Non giova nulla affermare che il nostro Signore è figlio della beata Vergine Maria, uomo vero e perfetto, se non lo si crede uomo di quella stirpe di cui si parla nel Vangelo: Scrive Matteo: Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo. Mt 1,1. 10 Segue l'ordine della discendenza umana con tutte le generazioni- fino a Giuseppe, al quale era sposata la Madre del Signore. Luca invece, percorrendo a ritroso la successione delle generazioni, risale al capo stesso del genere umano per dimostrare che il primo Adamo e l'ultimo sono della stessa natura.

Certo l'onnipotenza del Figlio di Dio, per istruire e giustificare gli uomini, avrebbe potuto manifestarsi come già si era manifestata ai patriarchi e ai profeti, sotto l'aspetto di uomo; cosi era successo quando affrontò la lotta con Giacobbe o dialogò e accettò l'accoglienza di ospite e mangiò persino il cibo imbanditogli. Ma quelle immagini erano soltanto segni di questo uomo che, come preannunziavano i mistici segni, avrebbe assunto vera natura dalla stirpe dei patriarchi che lo avevano preceduto.

Nessuna figura poteva realizzare il sacramento della nostra riconciliazione, preparato da tutta l'eternità, perché lo Spirito Santo non era ancora disceso sulla Vergine, né la potenza dell'Altissimo l'aveva ancora ricoperta della sua ombra. La Sapienza non si era ancora edificata la sua casa nel seno immacolato di Maria. Il Verbo non si era ancora fatto carne. Il Creatore dei tempi non era ancora nato nel tempo, unendo in sé in una sola persona la natura di Dio e la natura del servo. Colui per mezzo del quale sono state fatte tutte le cose, doveva egli stesso essere generato fra tutte le altre creature.

10

Dal Vangelo secondo Luca: 2,1-14

L'angelo disse ai pastori: Non temete, vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore.

Dai “Discorsi” di san Cesario di Arles.

La vera gioia non è forse il regno dei cieli? Il regno dei cieli non è forse Cristo Signore? Che Cristo sia la vera gioia lo annunzia persino il vangelo. Infatti gli angeli dissero ai pastori: Vi annunziamo una grande gioia. Perciò è chiaro : non vi è gioia autentica fuori di Cristo.

Infatti subito dopo gli angeli aggiungono: Oggi vi è nato un salvatore, che è il Cristo Signore. cf Lc 2,10. So bene, fratelli, che tutti gli uomini aspirano alla vera felicità.

Ma chi vuol godere del raccolto senza coltivare il campo, s'inganna; chi vuol raccogliere i frutti senza piantare gli alberi, si illude. Non si può possedere la vera gioia senza la pace e la giustizia assieme. Prima di tutto, alla radice, la giustizia; poi la pace; e infine la gioia. Dalla giustizia nasce la pace, e la pace genera la gioia. Le prime due sono per cosi dire le opere buone; il gaudio ne è il frutto. Se ora rispettiamo la giustizia e custodiamo la pace, ci affatichiamo nel breve tempo di questa vita, quasi chini sopra una bella opera,ci rallegreremo senza fine del frutto di tale fatica.

Questa gioia che nessuno può ghermire non è forse Lui stesso, il Signore, che nessuno può rapirvi? Scrutate la vostra coscienza, fratelli: se vi regna la giustizia, se cioè volete, desiderate, augurate a tutti gli uomini i medesimi beni che cercate per voi: se vi regna la pace estesa non solo agli amici ma anche ai nemici, sappiate che il regno dei cieli, cioè Cristo Signore, dimora in voi.

11

Dal vangelo secondo Luca: 2,15-20

I pastori dicevano fra loro:
Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere. Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia.

Omelia di san Gregorio di Nissa.

Se siamo autentici pastori e vegliamo sui nostri greggi, a noi di sicuro si rivolge la voce degli angeli che annuncia una grande gioia. Alziamo lo sguardo verso la schiera celeste, contempliamo il coro angelico, ascoltiamo il loro inno divino. Che cantano nel loro gaudio? Gloria a Dio nel più alto dei cieli. Lc 2,14. Perché gli angeli glorificano la Divinità che contemplano nell'alto dei cieli?

Perché la pace è in terra. Ieri era solo spine e rovi, e ora riceve la pace. E tale fortuna viene dalla benevolenza di Dio. Egli si unisce alla natura umana per innalzarla sino al vertice suo. Allora andiamo a Betlemme. Che vediamo? Un bimbo avvolto in fasce riposa in una greppia. Vergine dopo il parto, sua Madre incorrotta lo abbraccia. Ripetiamo col profeta: Come avevamo udito, così abbiamo visto nella città del Signore degli eserciti, nella città del nostro Dio.

12

Inizio dei vangelo secondo Giovanni: 1, 1-14

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.

Dal “Commento al vangelo secondo Giovanni” di san
Giovanni Crisostomo.

Il Verbo si fece carne. L'evangelista scrive: si fece perché voi non sospettiate che l'Incarnazione sia tutta una invenzione. E il seguito chiarisce le idee e dissipa tale sospetto perverso. Giovanni infatti aggiunge: E venne ad abitare in mezzo a noi, come a dire: Non sospettate nulla di assurdo da questa espressione.

Non ho detto che la natura divina immutabile cambia, ma che viene a dimorare tra di noi. L'abitare non è uguale all'abitazione. Qualunque essere vivente abita in qualcosa: altrimenti non sarebbe possibile abitare. Nessuno - è ovvio - può abitare in sé stesso. Con la frase si fece carne ho indicato una diversità secondo l'essenza. Per la loro unità e solidarietà, il Dio Verbo e la carne umana sono una sola persona: senza alcuna confusione o annullamento delle sostanze, ma tramite una unione inesprimibile e inspiegabile.

Consideriamo il tremendo mistero; il Verbo Incarnato abita sempre questa dimora; si è rivestito della nostra carne non per lasciarla dopo un poco, ma per tenersela con sé per tutta l'eternità. Se non fosse così, non si sarebbe degnato di elevarla al trono regale. Portandola con sé, non l'avrebbe fatta adorare da tutte le schiere celesti. Quale discorso, quale mente potrebbe spiegare questo immenso, soprannaturale e tremendo onore che è stato conferito a noi umani? Quale angelo o arcangelo? Certo nessuno né in cielo né in terra.

Così straordinarie sono le opere di Dio, così grandi e soprannaturali sono i suoi doni che descriverli in modo adeguato supera non solo le possibilità della lingua umana, ma anche la capacità degli angeli. Non ci resta che chiudere il dire per immergerci nel silenzio, dopo l'esortazione di rendere grazie a un Dio così magnanimo!