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II Domenica dopo Natale

Sir 24, 1-4.12-16
Sal 147
Ef 1, 3-6.15-18
Gv 1, 1-18

Per ripartire con coraggio in questo nuovo anno, in compagnia di Gesù. E incarnare anche nelle nostre vite il Verbo. Vi propongo questa lettera di sant’Ignazio di Loyola agli studenti gesuiti di Coimbra in Portogallo, scritta a Roma il 7 maggio 1547. Sembra militaresca, ma non è così. Non si può essere mercenari nel servire il Vangelo.

 

 

"La grazia e l’amore eterno di Cristo nostro Signore siano sempre in nostro favore e aiuto. Io vorrei soprattutto che vi stimolasse l’amor puro di Gesù Cristo e il desiderio del suo onore e della salvezza delle anime, da lui redente, poiché voi siete suoi soldati, a titolo speciale assoldati in questa Compagnia. Dico speciale, perché vi sono molti altri motivi comuni, che certo molto vi obbligano a procurare il suo onore e servizio. Soldo suo è tutta la vostra natura, ciò che siete e avete, poiché vi diede e conserva l’essere e la vita e tutte le parti e perfezioni dell’anima e del corpo e i beni esterni. Soldo sono gli stessi doni spirituali della sua grazia, con cui vi ha prevenuto così generosamente e benignamente e con cui continua ad arricchirvi, anche se gli siete nemici e ribelli. Soldo sono gli inestimabili beni della sua gloria, che vi ha preparato e promesso senza che gliene venga alcun vantaggio, comunicandovi tutti i tesori della sua felicità perché, partecipando eminentemente della sua perfezione divina, voi siate ciò che egli è per essenza e per natura. Soldo è finalmente tutto l’universo con i corpi e gli spiriti, poiché egli non si è contentato di mettere a nostro servizio tutto quello che si trova sotto il cielo, ma anche la sua nobilissima corte, senza escludere nessuna delle celesti gerarchie, che sono «inviate come servitori per il bene di quelli che devono ricevere l’eredità della salute». E come se questi soldi non bastassero, si è fatto lui stesso nostro soldo, divenendo nostro fratello nella carne, prezzo della nostra salute sulla croce, alimento e compagno del nostro pellegrinaggio nell’Eucaristia. Quanto cattivo soldato quello cui non bastano tali soldi a farlo lavorare per l’onore di tal principe! È certo che per obbligarci a desiderare e procurare questo onore con più prontezza, la sua maestà ha voluto prevenirci con questi benefici tanto inestimabili e costosi, disfacendosi, per così dire, della sua perfettissima felicità e dei suoi beni per condividerli con noi e prendendo le nostre miserie per liberarcene. Ha voluto esser venduto per riscattarci, infamato per glorificarci, ha voluto esser povero per arricchirci. Ha scelto una morte tanto ignominiosa e piena di tormenti per darci una vita immortale e felice. Quanto terribilmente ingrato e duro è chi non si riconosce assai obbligato a servire diligentemente e a procurare l’onore di Gesù Cristo! Se conoscete quest’obbligo e desiderate impegnarvi ad accrescere il suo onore, vivete in un tempo in cui è espressamente necessario dimostrare con le opere il vostro desiderio. Guardate ancora i vostri prossimi, immagini della santissima Trinità e capaci della sua gloria, con l’universo a loro servizio, membra di Gesù Cristo, riscattati con tanti dolori e obbrobri e con il suo stesso sangue. Mirate, dico, la loro immensa miseria, le fitte tenebre dell’ignoranza, le violente tempeste di desideri, di vane paure e di altre passioni, in cui si trovano. Combattuti da tanti nemici visibili e invisibili, stanno in pericolo di perdere non già le ricchezze o la vita temporale, ma il regno e la felicità eterna, e di cadere nell’intollerabile miseria del fuoco eterno.Per riassumere in poche parole, dico che se voi consideraste attentamente la grandezza dell’obbligo di tendere all’onore di Gesù Cristo e alla salute dei prossimi, vedreste quanto sia doveroso disporvi ad ogni diligente sforzo per rendervi idonei strumenti della grazia divina. Soprattutto oggi che sono tanto pochi i veri operai, i quali, trascurando i loro interessi personali, cerchino quelli di Gesù Cristo.. È un motivo in più per voi per sforzarvi di supplire là dove gli altri mancano. Dio infatti vi dà una grazia singolare chiamandovi a realizzare questo disegno".(MI Epp I 495-510, nn. 3 e 4. In Gli scritti, pp. 1038).

P. Luciano Larivera  S.I.

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Quattro risate

risate21112014

Nella bacheca di una chiesa si legge questo avviso: Care signore non dimenticate la vendita di beneficenza! E' un buon modo di liberavi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa. Portate anche i vostri mariti.

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