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Immacolata Concezione

Tutti i dogmi su Maria, la Madre di Dio, ci parlano di Gesù, rivelano chi è il Figlio incarnato. E ogni rivelazione di Gesù è per il nostro bene e la nostra salvezza.

Il peccato originale si trasmette con la generazione. Esso quindi non è trasmesso a Gesù nel suo concepimento verginale nel grembo di Maria.

Senza peccato originale, Maria può amare Gesù con spassionata libertà, intelligenza e generosità. E lo stesso Gesù lo fa con noi, senza paura di perdere qualcosa. Ed entrambi possono amare Dio Padre con stupore, obbedienza e riconoscenza immensa, al massimo grado permesso a una creatura umana.

Tale loro privilegio è per noi. Perché senza peccato originale la loro libertà è stata responsabile, lucida, instancabile e coraggiosa nell'amarci. Senza peccato originale, hanno potuto capire chi siamo, sentire vera compassione per noi e soffrire veramente davanti alle vostre offese a Dio. Senza peccato originale, hanno imparato ad amarci come Dio Padre, e hanno trovato la forza di morire per noi, di intercedere per noi allora, ora e sempre.

Senza peccato originale, sono veramente la nuova Eva e il nuovo Adamo, sono la donna e l'uomo fino in fondo, senza illusioni o pretese di essere Dio. Pienamente incarnati nella loro vita umana, tant'è che sono risorti con la loro stessa natura umana e non senza di essa come puri spiriti angelici.

E così noi saremo perfettamente le donne e gli uomini come Dio vuole, a immagine di Maria e Gesù, solo nella nostra risurrezione e in Paradiso. Allora il Creatore porterà a compimento noi sue creature.

 Padre Luciano Larivera

I Avvento Anno C

Il tempo di Avvento inizia con l'annuncio che le cose di questo mondo, anche tardi, finiranno. Ma che quando la fine arriva cambiano le circostanze esistenziali, per cui non posso a priori credermi pronto. Mi preparo a sapere che avrò bisogno dell'aiuto radicale di Gesù perché mi salvi. La sua promessa è che Lui ci sarà. Non ci abbandona mai, anche se in tempi di caos è difficile riconoscerlo in modo facile e spontaneo.

Il Signore ci darà la liberazione in quei giorni di angoscia, che per molti sono già attuali. Ci darà la libertà di sceglierlo. La libertà di affermare che la relazione con Lui è il senso della mia vita e il significato della storia. Perché in lui non mi perdo e non perdo.

L'Avvento ci deve quindi aiutare a rifare il patto con la nostra vita umana, che è fragile fisicamente e moralmente. Ma l'uomo è capace di cose grandi. Gesù ci insegna chi siamo. Dio sceglie di farsi uomo (e non Superdio) e si unisce alla natura umana. Noi, invece, per noi stessi ci vorremmo onnipotenti, onniscienti, onnigaudenti. E invece Dio sceglie i limiti umani perché anche noi uomini possiamo essere contenti di essere soltanto membri della specie umana. E così, soltanto così, partecipare, se lo vogliamo, all'avventura di Dio con le creature.

Tale patto con la propria vita di creatura fragile, limitata e dipendente è anche alleanza con Dio, cioè acconsentire alla sua volontà e farla. È un patto che va rinnovato ogni giorno. Anzi quasi ogni attimo. Lo si fa nella preghiera consapevole, cosciente anche del fatto che essa deve riempire i tanti "tempi morti" della nostra vita, non quelli di sano riposo e ginnastica, convivialità e amicizia, letture formative e informative, volontariato.

I tempi morti sono quelli delle nostre procrastinazioni della preghiera con occasioni per distrarci con eccitazioni (dall'iperlavoro, al presenzialismo tra la gente anche via internet, alla sistematica passività davanti alla tv, al ricorrente spettegolare invidioso, ai vizi). Ciò dissipa quell'energia vitale che invece viene ricaricata nella preghiera. E ci spegniamo l'anima. E saremo spiritualmente addormentati quando il Signore verrà. E potremmo non riconoscerlo, se ci sveglieremo, se nostri occhi sono spenti. Viene la cataratta dell'anima senza la preghiera cordiale, nella quale i miei occhi vedono la Luce. Altrimenti se si vive nelle caverne senza luce, i nostri occhi non sanno più riconoscere e la luce dà fastidio.

Il Signore ci aiuta qui ed ora: non con effetti speciali e catastrofici, ma con il Natale. Il Figlio di Dio venne alla luce in una grotta (le nostre caverne) per riaprirci gli occhi e riabituarli alla Luce, iniziando con tenerezza e delicatezza, nella notte senza altre luci abbaglianti (i soli/idoli) né fuochi d'artificio (distrazioni)

 

Padre Luciano Larivera

Programma Visita Pastorale

Visita Pastorale di

S.E. Mons. Domenico Angelo Scotti

Vescovo di Trivento

 

PROGRAMMA:

 

15 Novembre

- ore 15:30: Incontro con il Consiglio Comunale
- ore 16.00: Adorazione Eucaristica
- ore 18.15: S. Rosario e meditazione del Vescovo

 

16 Novembre

- ore 09:00: Visita nella Scuola Primaria e a seguire visita agli anziani

 

18 Novembre

- ore 09.00: Santa Messa
- ore 11.00: Santa Messa

Domenica XXXIV Cristo Re

Osserviamo Gesù. Pilato inizia con una domanda piena di doppiezza. Se Gesù si proclama re, per Pilato il problema è risolto perché Gesù si autoaccusa e diventa testimone contro se stesso. E Pilato può lavarsi le mani in anticipo e mandarlo in croce come chiedono dal Sinedrio.

La risposta di Gesù é "regale", non taglia il dialogo con Pilato che vuole fare il sofista. Risponde con una domanda. Se Pilato dice di pensare che Gesù sia re vuol dire che Pilato stesso si auto-dichiara un sovversivo alleato di Gesù (o che gli riconosce il titolo da parte dell'imperatore romano come era avvenuto per Erode il Grande). Oppure se Pilato affermasse che altri lo dichiarano, dovrebbe mettere sotto processo anche loro (come accadrà con le persecuzioni romane successive).

Pilato, capito che Gesù è intelligente, si lava le mani dicendo di sé di non essere un giudeo. Come se chi sia Gesù (ma questo è l'oggetto del processo di cui Pilato è giudice ufficiale) non riguardi personalmente anche Pilato. Come se un padre dicesse alla moglie, che ha problemi con il figlio, che questo fosse un problema della moglie. Il problema invece lo riguarda

Finalmente Pilato accetta un dialogo responsabile con Gesù e gli chiede che cosa abbia fatto. E Gesù spiega in che consiste il suo Regno. E a Pilato è chiesto di accettare o rifiutare Gesù come proprio Re Eterno. A tutti questo è chiesto. Per i credenti in altre religioni, questo sarà chiesto dopo la morte.

Infine osserviamo che Gesù parlando dei suoi discepoli esprime per loro un attestato di stima. Se non lo hanno difeso con le armi è perché Gesù glielo ha impedito. Non erano codardi. Ma pure loro erano restati spiazzati e confusi dal modo in cui Gesù vuole essere Re. La loro fragilità sarà sperimentata anche da Pilato, che non difenderà Gesù né con le armi né con forme non violente. Ma almeno gli riconoscerà quel Titolo, che farà appendere e non togliere dalla croce: INRI.

Padre Luciano Larivera

Dodici regole

  1. Il rispetto dell'altro, prima dell'aiuto e della solidarietà;
  2. L'impegno per la giustizia, prima della carità;
  3. Il coraggio della verità, prima della riconciliazione;
  4. Il più esigente e rigoroso sacrificio, prima dei riconoscimenti e delle gratifiche;
  5. La richiesta di competenza, prima della responsabilità e degli incarichi;
  6. La riflessione e la preghiera, prima dell'azione;
  7. La conquista e l'esigenza della fiducia, prima degli accordi o delle collaborazioni;
  8. I servizi della comunità civile, prima della sua ricchezza e degli agi;
  9. La cittadinanza attiva e responsabile, prima delle virtù intime;
  10. L'impegno del dono, prima della propria salute;
  11. Ogni familiare, prima della “famiglia”;
  12. “Gli ultimi”, prima dei primi.

 


Luciano Tavazza

XXXIII domenica del tempo ordinario/B

Il tempo di angoscia e persecuzione non è risparmiato al cristiano, anzi il fatto che sia il suo pane quotidiano non può sorprenderlo. La fatica di continuare a dare spesso del necessario, a iniziare dal sonno, dal riposo può creare angoscia perché la generosità costa. Ma non è illuminata se non è alimentata dalla preghiera.
Il tempo dell'angoscia è tempo di preghiera, come Gesù nel Cenacolo, nel Getsemani e sulla croce. Siamo sacerdoti e partecipiamo dell'unico e sommo sacerdozio di Gesù. Davanti alle ingiustizie preghiamo. Davanti alle violenze in Terra Santa chiediamo la pace.
Non partecipiamo al sommo e unico potere di fare giustizia del Signore. A lui il giudizio su ognuno di noi. Lui assegna premi e punizioni. La morte e la stessa fine del mondo non sono una punizione di Dio. Queste, quelle eterne, saranno attuate da Dio. A lui la vendetta. A noi fare il bene possibile, continuare a fare fiorire il mandorlo. Un segno di speranza per gli altri e per noi.

P. Luciano Larivera

XXXII domenica del tempo ordinario/B

"Guardatevi". Gesù dice di osservare chi ha posizioni di prestigio, anche piccolo, e di tenersi lontani dagli ipocriti nel senso di farsi loro complici e alleati. Gesù non odia gli scribi. Li perdona, quelli ipocriti, sulla croce. Ma li contesta per tutta la sua vita.

"Guardatevi" esprime anche l'idea "guardate a voi stessi", guardatevi dalle vostre ipocrisie e dall'amore ingombrante per gli apprezzamenti umani. Sapersi guardare non significare mettersi subito a giudicare se stessi, ma osservarsi come in un film, che già è stato girato. Forse ho commesso errori o peccati. Ma posso solo cercare di vivere bene il presente e prepararmi per il futuro, non cambiare quello che è stato. Rivangare solo il passato è scavarsi la fossa e intrappolarsi. In un certo senso tutti siamo vedovi del nostro passato che non torna più, con il bene fatto e ricevuto e quello omesso.

Guardare al presente e al futuro è riconoscere che possiamo fare del nuovo bene, anche piccolo, due soldini come la vedova, magari ogni giorno. I peccati di omissioni spesso sono piccoli, ma tolgono il sale della vita e la luce utile, fosse solo di una candela. Sorridere, dare un saluto, dire una parola semplice di incoraggiamento o di stima e apprezzamento ecc. Piccoli gesti liberi e gratuiti, senza contraccambio. Sanno invertire il senso del nostro stare al mondo, senza pretese ma pieni di sì alla vita e alla Provvidenza che chiama.

Padre Luciano Larivera

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Omelie di Papa Francesco

Le omelie di Papa Francesco della Messa che ogni mattina celebra nella Domus Santa Marta.
Papa Francesco

Quattro risate

risate21112014

Nella bacheca di una chiesa si legge questo avviso: Care signore non dimenticate la vendita di beneficenza! E' un buon modo di liberavi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa. Portate anche i vostri mariti.

Parole di speranza

Occorrono uomini e donne che sappiano unire ad una sana ispirazione cristiana una sicura preparazione professionale alla politica. Non possiamo essere solo la coscienza critica che grida e si lamenta, dobbiamo impegnarci e agire nei campi sociali, politici e culturali; entrare nelle associazioni e negli organismi democratici e rappresentativi e dare il nostro contributo di pensiero e di azione in difesa dei diritti di tutti, ma specialmente della dignità e della libertà della donna e del bambino, dell’anziano, del debole e dell’ammalato.

Albino Luciani (Giovanni Paolo I)

Bacheca Parrocchiale


Anno pastorale 2014

Orario Sante Messe

Festivo:
ore 9:00, ore 11:00

Feriale: ore 17:45

Ogni primo giovedi del mese:
ore 16:45 S. Messa e Adorazione Eucaristica, ore 17:45 Rosario

Ogni mercoledi:
ore 21:00 Lectio Divina

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