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Ricordo Nino Caponnetto e anniversario morte Borsellino

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Sulle impronte di Don Antonio Sciarra

La vita di don Antonio è stata un itinerario profondo di umanità e una ricerca intensa di Dio, radicata nel Vangelo e ispirata dallo Spirito Santo.

Significativamente i suoi 5 decenni di prete coincidono esattamente con i 50 anni del Concilio Vaticano II, quella “novella Pentecoste” che tante speranze ha suscitato nella chiesa e nel mondo intero.

Era giovane studente di Teologia al Seminario di Chieti quando, il 25 gennaio 1959, Papa Giovanni XXIII indisse il Vaticano II. Prete da poco più di un anno, ha potuto seguire in diretta e da vicino quell’evento straordinario che avrebbe tracciato la strada su cui la chiesa avrebbe camminato verso il nuovo millennio: dalla sua apertura, l’11 ottobre 1962, alla sua conclusione, l’8 dicembre 1965.

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V domenica di Quaresima

Is 43, 16-21
Sal 125
Fil 3, 8-14
Gv 8, 1-11

Gesù nella sua vita non condanna nessuno a morte. Non era un giudice. Nè un boia. Ancor meno accetta di partecipare a giudizi extragiudiziali, anche se sembrano permessi o addirittura prescritti dalla Legge di Mosè. Ma non si tratta di un omicidio per legittima difesa.

Gesù cerca una terza via non contraria allo spirito del Dio di Mosè, che non eliminò dalla faccia della terra il suo popolo adultero che adorava altri dei. Gesù segue lo spirito della Legge non un singolo articolo del codice penale. Come per il Codice di Diritto Canonico, la legge deve essere al servizio della legge suprema della carità.

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Omelia di papa Francesco per la Messa di inizio del ministero petrino del Vescovo di Roma

Cari fratelli e sorelle!

Ringrazio il Signore di poter celebrare questa Santa Messa di inizio del ministero petrino nella solennità di San Giuseppe, sposo della Vergine Maria e patrono della Chiesa universale: è una coincidenza molto ricca di significato, ed è anche l’onomastico del mio venerato Predecessore: gli siamo vicini con la preghiera, piena di affetto e di riconoscenza.
Con affetto saluto i Fratelli Cardinali e Vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e le religiose e tutti i fedeli laici. Ringrazio per la loro presenza i Rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali, come pure i rappresentanti della comunità ebraica e di altre comunità religiose. Rivolgo il mio cordiale saluto ai Capi di Stato e di Governo, alle Delegazioni ufficiali di tanti Paesi del mondo e al Corpo Diplomatico.

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Omelia del Santo Padre Francesco

Cappella Sistina
Giovedì, 14 marzo 2013

Papa FrancescoIn queste tre Letture vedo che c’è qualcosa di comune: è il movimento. Nella Prima Lettura il movimento nel cammino; nella Seconda Lettura, il movimento nell’edificazione della Chiesa; nella terza, nel Vangelo, il movimento nella confessione. Camminare, edificare, confessare.

Camminare. «Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore» (Is 2,5). Questa è la prima cosa che Dio ha detto ad Abramo: Cammina nella mia presenza e sii irreprensibile. Camminare: la nostra vita è un cammino e quando ci fermiamo, la cosa non va. Camminare sempre, in presenza del Signore, alla luce del Signore, cercando di vivere con quella irreprensibilità che Dio chiedeva ad Abramo, nella sua promessa.

Edificare. Edificare la Chiesa. Si parla di pietre: le pietre hanno consistenza; ma pietre vive, pietre unte dallo Spirito Santo. Edificare la Chiesa, la Sposa di Cristo, su quella pietra angolare che è lo stesso Signore. Ecco un altro movimento della nostra vita: edificare.

Terzo, confessare. Noi possiamo camminare quanto vogliamo, noi possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ONG assistenziale, ma non la Chiesa, Sposa del Signore. Quando non si cammina, ci si ferma. Quando non si edifica sulle pietre cosa succede? Succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno dei palazzi di sabbia, tutto viene giù, è senza consistenza. Quando non si confessa Gesù Cristo, mi sovviene la frase di Léon Bloy: “Chi non prega il Signore, prega il diavolo”. Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio.

Camminare, edificare-costruire, confessare. Ma la cosa non è così facile, perché nel camminare, nel costruire, nel confessare, a volte ci sono scosse, ci sono movimenti che non sono proprio movimenti del cammino: sono movimenti che ci tirano indietro.

Questo Vangelo prosegue con una situazione speciale. Lo stesso Pietro che ha confessato Gesù Cristo, gli dice: Tu sei Cristo, il Figlio del Dio vivo. Io ti seguo, ma non parliamo di Croce. Questo non c’entra. Ti seguo con altre possibilità, senza la Croce. Quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce e quando confessiamo un Cristo senza Croce, non siamo discepoli del Signore: siamo mondani, siamo Vescovi, Preti, Cardinali, Papi, ma non discepoli del Signore.

Io vorrei che tutti, dopo questi giorni di grazia, abbiamo il coraggio, proprio il coraggio, di camminare in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che è versato sulla Croce; e di confessare l’unica gloria: Cristo Crocifisso. E così la Chiesa andrà avanti.

Io auguro a tutti noi che lo Spirito Santo, per la preghiera della Madonna, nostra Madre, ci conceda questa grazia: camminare, edificare, confessare Gesù Cristo Crocifisso. Così sia.

Intervista a Padre Luciano Larivera

Intervista a P. Luciano Larivera su Papa Francesco - Tg2 del 18 marzo, dal minuto 7:10:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-85a28c10-6d4e-45b1-a533-66d51ea5777b-tg2.html#p=0

IV Domenica di Quaresima anno C

Gs 5,9a 10-12
Sal 33
2 Cor 5, 17-21
Lc 15,1-3.11-32

Procedo lungo due vie: una intellettuale e una affettiva. Ecco la prima.

Due atteggiamenti distinti inquadrano il modo di ascoltare le parole di Gesù. I pubblicani e peccatori aspettano Gesù, si avvicinano per essere accolti e tacciono per ascoltare e per essere "presi" da Gesù (come il figlio minore).

I farisei e gli scribi mormorano, parlano e si ascoltano tra di loro, vogliono prendere in errore Gesù una volta ancora, vogliono che Gesù venga dalla loro parte ed esca allo scoperto. E Gesù li affronta in campo aperto, dove loro lo aspettano. Dio è sempre in giro a cercare i suoi figli.

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Omelie di Papa Francesco

Le omelie di Papa Francesco della Messa che ogni mattina celebra nella Domus Santa Marta.
Papa Francesco

Quattro risate

risate21112014

Nella bacheca di una chiesa si legge questo avviso: Care signore non dimenticate la vendita di beneficenza! E' un buon modo di liberavi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa. Portate anche i vostri mariti.

Parole di speranza

Occorrono uomini e donne che sappiano unire ad una sana ispirazione cristiana una sicura preparazione professionale alla politica. Non possiamo essere solo la coscienza critica che grida e si lamenta, dobbiamo impegnarci e agire nei campi sociali, politici e culturali; entrare nelle associazioni e negli organismi democratici e rappresentativi e dare il nostro contributo di pensiero e di azione in difesa dei diritti di tutti, ma specialmente della dignità e della libertà della donna e del bambino, dell’anziano, del debole e dell’ammalato.

Albino Luciani (Giovanni Paolo I)

Bacheca Parrocchiale


Anno pastorale 2014

Orario Sante Messe

Festivo:
ore 9:00, ore 11:00

Feriale: ore 17:45

Ogni primo giovedi del mese:
ore 16:45 S. Messa e Adorazione Eucaristica, ore 17:45 Rosario

Ogni mercoledi:
ore 21:00 Lectio Divina

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